In quel contesto difficile e caotico maturò la consapevolezza che la ricostruzione non potesse essere solo materiale, ma anche organizzativa e democratica. Si avvertì con forza la necessità di ricostituire un’organizzazione libera, autonoma e rappresentativa degli interessi dell’artigianato.
È a Padova che tutto comincia. Nei primissimi mesi del dopoguerra, viene autorizzata la ricostituzione di un primo embrione di sindacato artigiano. Il decreto del Comitato di Liberazione Nazionale affida a Carlo Negri e a pochi altri pionieri il compito di ridare voce e rappresentanza agli artigiani.
Il 19 gennaio 1946 segna l’avvio ufficiale dell’attività dell’Unione Artigiani di Padova. La prima sede è una piccola stanza in Piazza dei Frutti: un unico ambiente, con una grande scrivania, pochi tavoli, armadi e una libreria. Uno spazio modesto, ma carico di energia, dove dopo il lavoro gli artigiani si incontravano per discutere problemi concreti, condividere idee, avanzare proposte. In quella stanza prende forma un’esperienza collettiva fondata sulla fiducia reciproca, sulla partecipazione e su una fede profonda nella funzione sociale dell’artigianato.
Carlo Negri, primo presidente, diventa il punto di riferimento naturale di questo fermento. Con lui emerge presto la figura del ragionier Antonio Lotto, destinato a segnare profondamente la storia dell’Unione. Lotto non è solo un amministratore, ma un organizzatore instancabile, un mediatore capace, un “padre putativo” per intere generazioni di artigiani. È lui a dare continuità, metodo e visione a quella che inizialmente è una struttura fragile ma determinata.
L’Unione cresce rapidamente. Dopo pochi mesi, la sede di Piazza dei Frutti non è più sufficiente e l’ufficio si trasferisce prima in Piazza Garibaldi, poi – nel 1949 – nella prima sede di proprietà in via Gregorio Barbarigo. Un passo che segna simbolicamente il consolidamento dell’Organizzazione: nonostante i sacrifici e l’impegno bancario oneroso, quella sede rappresenta una conquista enorme, il segno tangibile di una comunità che crede nel proprio futuro.
Quella che nasce tra il 1945 e il 1946 è molto più di un’associazione di categoria. È una comunità di persone che, partendo dal nulla, costruisce un modello di sviluppo fondato sul lavoro, sulla responsabilità e sulla cooperazione. Un’esperienza che attraversa le presidenze e getta le basi di quello che diventerà uno dei pilastri del cosiddetto “modello Nordest”.
Da quella piccola stanza in Piazza dei Frutti prende avvio un percorso che, attraverso trasformazioni e passaggi generazionali, porterà l’Unione Artigiani a diventare l’attuale Confartigianato Imprese Padova: una storia che affonda le radici nella ricostruzione del dopoguerra e continua ancora oggi, fedele ai valori originari di autonomia, rappresentanza e centralità della persona.
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